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Lo spreco alimentare, dal raccolto al frigorifero

Lo spreco alimentare, dal raccolto al frigorifero
Novembre 24, 2021 evelynhill

Si parla tanto di spreco alimentare ma quali sono i fattori che lo causano? In quali punti della filiera si concentrano più sprechi? 

I più grandi responsabili siamo noi, i consumatori, sia in modo diretto (lo spreco alimentare domestico) sia indiretto (dettiamo i canoni estetici – futili – secondo i quali vengono scartati prodotti perfettamente edibili).

Lo spreco di cibo non è “solo” una questione etica ed economica: pensa a quante risorse ambientali e sociali sono state investite, quanta acqua e quanti combustibili fossili sprecati, quante emissioni di gas serra e quanti rifiuti extra pesano sull’ambiente, già fortemente messo alla prova.

Un po’ di dati

Lo spreco alimentare è un fenomeno che coinvolge in modo massiccio i Paesi più sviluppati del pianeta: si stima che ogni anno quasi un quinto (il 17%) di tutto il cibo prodotto globalmente, secondo un’indagine delle Nazioni Unite del 2019, finisce nella pattumiera. Sono quasi 1 miliardo di tonnellate di cibo, pensa quante persone avrebbero potuto sfamare! Tutto questo cibo viene buttato in diversi momenti nel suo percorso dai campi ai nostri frigoriferi, ma la nostra responsabilità come consumatori è molto grande!

I punti critici

Il raccolto

Cominciamo questo percorso proprio dalle origini: i campi coltivati. Secondo i dati della FAO, in Italia e nel resto d’Europa nei campi vengono scartati alimenti pari al 21% dello spreco alimentare totale: lì, infatti, i prodotti esteticamente non perfetti, dal calibro non nei range e dalle forme irregolari vengono scartati. Questo accade per colpa dei nostri canoni estetici irrealistici: se mentre acquistiamo evitiamo prodotti da forme bizzarre, i produttori li scarteranno prima ancora che arrivino sotto i nostri occhi! Negli ultimi anni stanno nascendo realtà sensibili a questo tema, come Babaco market: con le loro box salvano frutta e verdura scartate per motivi estetici (e futili).

Mercati e supermercati

Mercati e supermercati scartano principalmente due tipi di prodotti: quelli che hanno la confezione rovinata o che si rovinano duranti i tragitti, e, soprattutto, i prodotti deperibili invenduti. Per quanto riguarda i primi, come abbiamo già detto, i canoni estetici dei consumatori segnano il destino di prodotti perfettamente edibili. Per i secondi la responsabilità non è solo dei consumatori: infatti la quantità di cibo messa in vendita supera di gran lunga i bisogni reali, e inevitabilmente causa sprechi.

La ristorazione

Ristoranti, bar e mense sono responsabili del 21% dello spreco alimentare in Italia. Le cause principali sono la sovrastima dei consumi, che si rivelano minori del previsto, condannando al pattume i cibi più rapidamente deperibili, e la mancanza di una rete che permetta di condividere e donare gli avanzi, cibi già cotti che vanno consumati subito. Too Good To Go è una app che combatte lo spreco alimentare nella ristorazione e nei supermercati: acquistando una box per un terzo del suo valore commerciale puoi salvare prodotti deperibili che altrimenti sarebbero stati buttati.

Le nostre case

In un precedente articolo abbiamo già approfondito le cause dello spreco alimentare domestico e valutato alcune possibili soluzioni, ma c’è un “piccolo” dettaglio da aggiungere. Il cibo sprecato nelle nostre case, dagli avanzi ai prodotti scaduti o mal conservati, corrisponde circa alla metà (metà!!!) di tutto il cibo buttato globalmente O.O secondo il Rapporto Waste Watcher nel 2019 in Italia dei 15 miliardi di euro buttati nel cestino insieme al cibo ben 11 miliardi erano relativi allo spreco domestico (addirittura i 4/5 del totale).

Ricordiamoci di questa grande responsabilità e scegliamo come agire più consapevolmente! Ci sono moltissime cose che ognuno di noi può fare, innanzitutto fare acquisti affidandosi a realtà che hanno a cuore l’ambiente e la riduzione dello spreco alimentare, come Bestbefore che salva prodotti a rischio pattume. Serve un cambiamento, può cominciare ora!